Descrizione
Oggi siamo qui, a Cassano, per un momento che non è soltanto simbolico, ma profondamente concreto: la Marcia per la Legalità della Martesana. Un’iniziativa promossa dalla nostra Amministrazione insieme all’associazione Libera, in collaborazione con il Liceo Giordano Bruno, che rappresenta un presidio fondamentale di impegno civile e responsabilità condivisa.
Proprio all’interno del liceo, grazie al lavoro della scuola e degli studenti, è nato uno dei primi presidi della legalità della provincia di Milano. Questo è un segnale forte: la legalità non è un concetto astratto, ma un valore che si costruisce ogni giorno, nei luoghi dell’educazione, della cultura e della partecipazione. È una pratica quotidiana, fatta di scelte, di comportamenti, di responsabilità individuali e collettive.
Desidero innanzitutto ringraziare tutte le Amministrazioni del territorio presenti oggi. La vostra partecipazione dimostra che la lotta per la legalità è una sfida che si affronta insieme, facendo rete, condividendo responsabilità e obiettivi. Nessuna istituzione, da sola, può vincere questa battaglia. È solo attraverso una comunità coesa, consapevole e attiva che possiamo davvero contrastare ogni forma di illegalità.
Un ringraziamento speciale va anche agli insegnanti, agli studenti e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di questa giornata. In particolare ai giovani, che sono il cuore di questa marcia e la speranza più concreta per il nostro futuro. A voi voglio dire con forza: il vostro impegno conta. La vostra voce è fondamentale. Sarete voi la classe dirigente di domani, e da voi dipenderà la qualità della nostra democrazia, la solidità delle nostre istituzioni, la capacità del nostro Paese di essere giusto e libero.
Ed è proprio da qui che dobbiamo partire: dal rafforzare, ogni giorno, i valori dell’antimafia, non solo come opposizione alla criminalità organizzata, ma come scelta positiva e consapevole di giustizia, trasparenza, responsabilità e coraggio. L’antimafia è cultura, è educazione, è partecipazione attiva. È la capacità di dire no all’indifferenza e sì all’impegno. È il rifiuto di ogni forma di illegalità, anche la più piccola, anche quella che spesso viene giustificata, tollerata o considerata “normale”.
Perché è proprio da queste piccole crepe che si insinuano le grandi ingiustizie. È nella banalizzazione dell’illegalità quotidiana che si crea il terreno fertile per fenomeni ben più gravi. Quando si accetta una scorciatoia, quando si chiude un occhio, quando si pensa che “in fondo non cambia nulla”, si compie un passo indietro come comunità. E invece ogni gesto conta, ogni scelta ha un peso, ogni comportamento contribuisce a costruire o a indebolire la nostra convivenza civile.
In questo percorso, il coinvolgimento delle giovani generazioni è decisivo. Non basta parlare ai giovani: bisogna ascoltarli davvero, riconoscere il loro punto di vista, renderli protagonisti, offrire loro strumenti concreti per comprendere la realtà e per trasformarla. La partecipazione non è un optional, non è un elemento accessorio: è il fondamento di una società democratica viva e vitale.
Quando i ragazzi partecipano, quando si informano, quando sviluppano spirito critico e senso di responsabilità, diventano il più potente antidoto contro le mafie e contro ogni forma di ingiustizia. Diventano cittadini liberi, capaci di scegliere, di dire no, di costruire alternative. Ed è proprio questa libertà consapevole che le mafie temono di più.
La legalità si nutre di informazione, di conoscenza e di partecipazione. Senza cittadini informati e consapevoli, senza una comunità attiva e coinvolta, ogni sforzo rischia di essere fragile, se non addirittura vano. Per questo dobbiamo continuare a investire con convinzione nella cultura della legalità, promuovendo occasioni di confronto, educazione e crescita collettiva, dentro e fuori le scuole.
È importante ribadire con forza che le mafie non sono un fenomeno lontano, né geograficamente né culturalmente. Non appartengono solo ad altri territori o ad altre realtà. Le mafie sono presenti in tutto il Paese, anche nelle nostre comunità, anche nei nostri contesti quotidiani. Si trasformano, cambiano strategia, si infiltrano nell’economia legale, approfittano delle fragilità, cercano spazi dove trovano silenzio, disattenzione o indifferenza.
Per questo non possiamo e non dobbiamo mai abbassare la guardia. La consapevolezza è il primo strumento di difesa. La vigilanza civile è una responsabilità che appartiene a tutti, non solo alle forze dell’ordine o alla magistratura.
Anche qui, a Cassano, questa presenza non è solo un tema teorico: esistono beni sequestrati alle mafie che sono stati restituiti alla collettività e destinati a scopi sociali. Questo è un segnale concreto e potente: ciò che era frutto di illegalità può diventare risorsa per il bene comune. È la dimostrazione che lo Stato c’è, che la giustizia può prevalere, che il cambiamento è possibile.
Ma quei beni rappresentano anche una responsabilità. Non basta restituirli: bisogna farli vivere. Bisogna trasformarli in luoghi di inclusione, di solidarietà, di opportunità. Luoghi che parlino soprattutto ai giovani, che diventino spazi di crescita, di incontro, di cittadinanza attiva. Solo così quella vittoria diventa completa, solo così si trasforma in un patrimonio condiviso.
Contrastare le mafie significa costruire comunità più giuste, più trasparenti, più solidali. Significa scegliere ogni giorno da che parte stare, anche quando è difficile, anche quando comporta fatica o responsabilità. Significa non voltarsi dall’altra parte, non delegare, non rimanere indifferenti.
E oggi, con questa marcia, stiamo facendo una scelta chiara. Stiamo scegliendo di stare dalla parte della legalità, della giustizia e della dignità. Stiamo scegliendo di camminare insieme istituzioni, scuola, associazioni e cittadini uniti da un obiettivo comune che va oltre questa giornata.
Camminiamo insieme, dunque, non solo oggi ma ogni giorno, con la consapevolezza che il cambiamento è possibile e che dipende da ciascuno di noi. E soprattutto dipende da voi, ragazze e ragazzi, dalla vostra energia, dalla vostra libertà, dalla vostra capacità di immaginare e costruire un futuro migliore.
Permettetemi di aggiungere un’ultima riflessione, che è anche un invito. La legalità non è soltanto rispetto delle regole: è anche giustizia sociale, è equità, è rispetto della dignità di ogni persona. È la capacità di non lasciare indietro nessuno, di costruire una comunità in cui tutti abbiano opportunità e diritti.
È nei piccoli gesti quotidiani che si misura la qualità della nostra convivenza: nel rispetto degli altri, nella cura degli spazi comuni, nella correttezza delle relazioni, nella responsabilità delle proprie azioni. Non esiste una legalità “a intermittenza”: esiste una coerenza che deve accompagnarci sempre.
Ognuno di noi, nel proprio ruolo, può e deve fare la propria parte. Non servono gesti straordinari per essere dalla parte giusta: serve coerenza, serve coraggio, serve la determinazione di non accettare compromessi quando sono in gioco i valori fondamentali.
E allora questa marcia non sia solo un evento, ma un punto di partenza. Un impegno che continui nelle scuole, nelle istituzioni, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro. Un impegno che diventi stile di vita, che si rinnovi ogni giorno, con determinazione, responsabilità e speranza.
Perché la legalità non è un traguardo da raggiungere una volta per tutte, ma un cammino da percorrere insieme, passo dopo passo, con convinzione e con fiducia.
Fabio Colombo
Sindaco
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Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2026, 15:44